I rifugiati si raccontano nel teatro di paglia

La terza edizione del Teatro di Paglia di Mira (Venezia).

La terza edizione del Teatro di Paglia di Mira (Venezia).

Domenica 20 settembre 2015 si è svolta la terza edizione del Teatro di Paglia a Mira, che quest’anno è stato costruito all’interno dell’Azienda Agricola Pecore Ribelli e in collaborazione con Mira 2030.
Fin dalla sua prima edizione questo Teatro di Paglia ha tenuto vivo lo spirito originario della coincidenza scenica, per un teatro costruito dal pubblico che poi a sua volta verrà a creare direttamente lo spettacolo con brevi contribuiti spontanei  (un racconto, un canto, una poesia, una canzone, qualunque cosa che ci stia a cuore).
“Secondo noi un altro importante elemento caratterizzante questo tipo di teatro è la dimensione di comunità che assume” raccontano le organizzatrici, Nunzia Veronese e Stefania Porchia. “Infatti lo viviamo come un momento in cui si mettono insieme persone che vivono nello stesso contesto, collegando pensieri ed emozioni tra loro e quindi facilitando la conoscenza vera dell’altro. Per questo all’edizione di questo Teatro abbiamo cercato di coinvolgere anche altre realtà presenti nel territorio, quali il Portico, che ha partecipato con la presenza di numerosi ospiti, e l’ostello “La casa dei colori” di Giare che ospita attualmente dei rifugiati. Ci è venuto spontaneo e naturale invitarli anche a raccontare qualcosa che li potesse coinvolgere”.
L’adesione è stata di cinque persone, che avevano anche voglia e curiosità di passare del tempo fuori dalle mura dell’Ostello. Dopo un primo incontro hanno compreso bene il senso, e la volta successiva avevano già pronto qualcosa che volevano condividere.

I rifugiati ospitati dall'ostello di Giara condividono la propria esperienza e le proprie emozioni.

I rifugiati ospitati dall’ostello di Giara condividono la propria esperienza e le proprie emozioni.

Quello che hanno voluto raccontare era qualcosa che stava loro a cuore: alcuni il loro viaggio, l’odissea, il contatto con i familiari preoccupati a casa; un’altro ha raccontato una  bellissima e comica storia della Nigeria.
Da ultimo un ragazzo pakistano, nella sua lingua madre, e poi letto in italiano da noi, ha voluto quasi dare un messaggio sulla necessità di sentirsi accolti e soprattutto amati: “Capitano alcune situazioni nella vita di una persona da cui ne esce vivo, ma muore dentro. Poi lui ha bisogno dell’amore e della comprensione delle altre persone. Qualcuno con cui possa condividere la propria felicità  e il dolore. Oggi noi siamo dei rifugiati. Ma solo qualche tempo a dietro anche noi eravamo dei fratelli amati dalle nostre sorelle, principi per i nostri padri, e la luce degli occhi delle nostre madri. Vi invito a riflettere: secondo voi qualcuno è in grado di vivere senza i propri familiari? Secondo voi i nostri genitori non soffrono per la nostra lontananza? Oggi noi abbiamo bisogno del vostro amore e del vostro aiuto, solo grazie ad esso riusciremo a migliorare le nostre vite”.

Tanti i partecipanti alla terza edizione del Teatro di Paglia di Mira, presso l'Azienda Agricola Pecore Ribelli.

Tanti i partecipanti alla terza edizione del Teatro di Paglia di Mira, presso l’Azienda Agricola Pecore Ribelli.

E’ stata una bella e necessaria testimonianza in questo momento nel quale è molto facile cadere nei luoghi comuni e nel pregiudizio, e dove l’unico linguaggio che può essere compreso fino in fondo, anche dai più sordi, è quello del cuore.
Ecco… anche questa volta la magia del Teatro di Paglia ha saputo creare un luogo e un ascolto per chiunque avesse voglia di mettere qualcosa di suo. E poi via, il Teatro con le sue balle sparisce e rimane tutto nell’aria e nei cuori.

Vai alla SCHEDA del teatro QUI.

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