Teatro di paglia in Molise: secondo anno di magia

Per raccontare l’esperienza del teatro di paglia di Castelbottaccio (2a edizione, 4-5 agosto 2012), vi riportiamo una parte dell’ampio reportage pubblicato sulla rivista Il Bene Comune, che potete scaricare in pdf QUI.

La prima volta ti ruba il cuore e la seconda la mente – di Pina Di Cienzo

Il Teatro di Paglia di Castelbottaccio anche quest’anno ha regalato emozioni forti. La prima volta ti ruba il cuore e la seconda ti prende la mente. Ed è forse per questo che è difficile “cantare” una semplice e spontanea magia, perché la cosa più bella è viverla.

Una passione non si può descrivere, la si può solo vivere. Il Teatro di Paglia è un richiamo alla partecipazione collettiva grazie alla leggerezza, al calore e alla morbidezza della paglia, pronta ad accettare tutti per allargare il cerchio. Cogliere l’essenza del Teatro di Paglia permette di ritrovare la generosità e l’allegria, invita a mettersi in gioco e dà significato a storie che si intrecciano con naturalezza.

Si tratta di una sorta di “raccolta primordiale” che invita appunto a ritrovare il senso delle cose. Abbiamo dedicato tempo alla preparazione dei pasti, fare il pane, il formaggio, i cavatelli, la pizza… Usare il forno a legna per la cottura dei cibi, cucinare, apparecchiare, rassettare, accudire, ha tenuto impegnata la maggior parte di noi.

C’era sempre da fare, persino nei momenti di relax: alcuni discutevano delle esibizioni da mettere in piedi, altri provavano a improvvisare un coro, qualche creativo realizzava sculture con argilla, paglia, rametti secchi… il dj allietava la compagnia con la musica… il giocoliere si esercitava e i bimbetti lo guardavano stupiti…

Seduti al fresco, tra una chiacchiera e l’altra, anch’io ho provato a finire il mio grande fiore a uncinetto (non ce l’ho fatta… mancavano due petali) e con l’aiuto di Alberto Tramontano abbiamo improvvisato ugualmente una installazione chiamata “mittc’ na preta n’copp” (mettici una pietra sopra). Non era male il girasole incompleto in mezzo al giallo paglierino, all’ingresso del teatro! L’esperimento di Land Art più riuscito, a mio avviso, è stato quello di Giovanni Ruggieri e di Federica Malzone che il giorno precedente, con le balle di paglia accumulate nel campo, hanno realizzato una scultura raffigurante un persona sdraiata a terra a guardare il cielo. La suggestiva immagine è stata poi sostituita, “con gli stessi mattoni”, dal Teatro costruito da molti partecipanti, il pomeriggio del giorno dopo.

Ognuno ha donato il meglio di sé! Anche per creare gli spettacoli quasi tutti i presenti hanno “portato qualcosa”.

Con l’accompagnamento musicale di Giuseppe Buccella, la prima rappresentazione si è caratterizzata per l’intimità che si è creata grazie anche alla piacevole serata, alla luce delle candele al centro, ma soprattutto alle stimolanti riflessioni personali che alcuni attori-pubblico hanno sentito il bisogno di esprimere.

Al secondo spettacolo, altrettanto interessante per le bellissime parole recitate in uno scenario sempre colto, allegro, malinconico, struggente… c’è stata la sorpresa: la lirica. Sì, cantanti e musicisti di musica lirica hanno esordito con alcuni brani. All’inizio era strano vedere questi artisti esprimersi nella paglia. Ma pian piano la loro arte scenica ben si è amalgamata nel contesto. Molti amici che si sono trovati per la prima volta ad assistere alla rappresentazione genuina e sincera sono rimasti colpiti dal fascino e dalla seduzione di un Teatro di Paglia. Mi si potrà rimproverare l’enfasi che manifesto per un evento che ho fortemente voluto, ma non credo di esagerare se racconto con franchezza il gradimento espresso per una manifestazione semplice e nello stesso tempo raffinata, dal forte impatto emotivo.

Sarà la terra con i suoi frutti e i suoi scarti che ci richiama, sarà quell’ambientazione bucolica con il suo rito arcaico che ci affascina, sarà semplicemente la voglia di sentirci parte di un tutto che ci prende a volte profondamente, sarà il desiderio di esprimere in prima persona senza vergogna i versi che più ci colpiscono o i pensieri più sentiti… saranno tutte queste cose messe insieme che ci uniscono in un’avventura di paglia che ha tentato di riportare esperienze culturali diverse nelle nostre spopolate campagne!

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